Nino D'Angelo: "Ho preso tante cattiverie, l'Italia era più razzista". Poi il retroscena su Mario Merola
In un'intervista il cantante e comico Nino D'Angelo ha raccontato alcuni aneddoti sull'inizio della sua carriera.

In occasione del concerto allo Stadio Maradona per i 40 anni di carriera, Nino D'Angelo ha rilasciato alcune dichiarazioni raccolte da Il Tempo: "Io ho preso tante cattiverie, così come i giovani di oggi: la Napoli dove sono nato io, negli anni 70, l’Italia era ancora più razzista. Mi chiamavano terrone ovunque andassi. Durante tutti questi anni, mi sono sentito sempre sotto esame. Sono contento di aver pagato per tutti, però sono contento che oggi mi venga riconosciuta la professionalità. All’epoca, venivo giudicato soltanto per il caschetto, ma nessuno ci ha mai guardato dentro".
Poi il ricordo di un grande napoletano del passato: "Io nasco con la sceneggiata: Mario Merola, un giorno, disse che io sarei stato il suo erede. Per me era immenso, e, da quel momento, iniziai a fare il pop napoletano. Io volevo arrivare alle generazioni più moderne, a chi non conosceva la canzone napoletana".
"Iniziai quindi a scrivere un genere diverso dalla sceneggiata. Andavo a fare i matrimoni col mio gruppo, ed una sera, ad un matrimonio, c’era tutta Torre del Greco che cantava le mie canzoni" ha aggiunto Nino D'Angelo.
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